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Come migrare un sito web senza perdere traffico

Trasferire il tuo sito web può infierire negativamente sulle sue prestazioni nei risultati di ricerca, se fatto nel modo sbagliato.

Cambiare dominio o implementare l’https può essere una mossa intelligente per la tua attività, ma devi prima sapere come reagiranno i motori di ricerca alla tua evoluzione per non perdere traffico e posizionamento.

Check-list come migrare un sito web senza perdere traffico

Ho preparato per te una check-list da tenere d’occhio prima e mentre effettui una modifica del genere.

1. Valuta se la migrazione del tuo sito web è necessaria

Parti dal presupposto che una migrazione del sito causerà nel 90% dei casi una perdita temporanea del tuo traffico. Google, come il resto dei motori di ricerca, impiega del tempo per elaborare il cambiamento e aggiornare il suo indice. Effettuare questo trasferimento con cura può ridurre al minimo il calo delle visite e, nel migliore dei casi, Google identificherà il nuovo sito come se fosse quello originale.

Molti SEO Specialist utilizzano spesso le migrazioni dei siti per apportare miglioramenti in ottica di SEO (come ad esempio: raffinare la struttura del sito, correggere collegamenti interrotti, consolidare pagine doppione e superflue e migliorare contenuti). La realtà è che offrono un vantaggio MINIMO, o addirittura nullo, in quanto non eliminano le sanzioni sui motori di ricerca.

In quanto appena detto, quando vale la pena effettuare una migrazione del sito?

  • Quando è necessario effettuare un cambio di brand.
  • Quando la migrazione genererà molto seguito e molti link.
  • Quando sul sito deve essere impostato un certificato SSL, quindi deve essere spostato su HTTPS (uno dei pochi casi in cui la migrazione offre un reale vantaggio SEO).

2. Utilizza un server di prova per testare la migrazione

Sconsiglio altamente di migrare un sito senza prima testare tutto su un server di prova. È necessario verificare il funzionamento corretto dei reindirizzamenti, eseguendo controlli in privato prima di renderli pubblici. È uno step che può salvare giorni o addirittura settimane di lavoro dedicate poi a correggere gli errori che non si sono identificati saltando i test.

3. Pianifica la migrazione durante un periodo non trafficato

Presupponendo che nel tuo traffico ci sia una variazione nelle varie stagionalità, ti consiglio di pianificare la migrazione durante un periodo di calo. La migrazione non deve influenzare in modo permanente le tue visite nel sito web.

Eseguirla prima delle vacanze è anche una brutta idea, in quanto dovessero presentarsi dei problemi potrebbero esserci alcuni ritardi nel risolverli.

4. Scansiona il tuo sito prima della migrazione

Devi assicurarti di avere un elenco completo degli URL presenti sul sito attuale in modo che niente vada perduto a causa del trasferimento del sito web. Scansiona il tuo sito web prima di migrarlo! In passato ho utilizzato un software apposito che posso raccomandarti, si chiama Screaming Frog.

Grazie a questo tool puoi inoltre identificare eventuali errori di reindirizzamento che si son venuti a creare nell’attuale versione del tuo sito web. È molto frequente che si presentino!

Durante il processo di migrazione è importante rimuovere o sostituire tutti i collegamenti che puntano a pagine 404. È bene, inoltre, aggiornare qualsiasi link che rimandi a pagine con redirect in modo che puntino direttamente alla pagina finale, per non finire con catene di reindirizzamento infinite.

Voglio ricordarti che, se hai pagine che non sono collegate da altre pagine del tuo sito web, è probabile che non vengano indicizzate in quanto i bot dei motori di ricerca non riescono a trovarle e scansionarle. È possibile trovare queste pagine orfane tramite i propri dati di Google Analytics. Quindi, se trovi questo tipo di pagine assicurati di collegarle ad altre durante la migrazione.

5. Confronta il traffico con Google Analytics

google analytics

Prima di effettuare la migrazione, crea una copia dei tuoi dati di Google Analytics: grazie a queste informazioni potrai identificare se del traffico è andato a perdersi dopo il trasferimento.

Nel caso notassi un calo di visite, esegui un confronto dei vecchi e i nuovi dati di Google Analytics per identificare con precisione quali pagine sono state colpite. Nella maggior parte dei casi, il calo colpirà solamente pagine singole e non tutto il sito.

Presta particolare attenzione alle pagine con cui ottieni maggior numero di visite: se queste perdono traffico, è un chiaro segno che il motore di ricerca non ha identificato correttamente il trasferimento del tuo sito web. Queste pagine contribuiscono molto all’autorità del sito in generale, quindi potrebbero causare perdite sulle prestazioni generali.

6. Mappa tutti gli URL modificati dal vecchio al nuovo sito

Prepara un file che elenchi tutti i vecchi e i nuovi URL prima e dopo la migrazione. Generalmente, dopo la migrazione, tutte le vecchie pagine sono presenti sul nuovo sito. La rimozione o la modifica di una o più di queste, potrebbe far pensare a Google che il nuovo sito non sia uguale al vecchio, causando la perdita del posizionamento.

L’user experience (o architettura del sito web), idealmente, dovrebbe essere uguale a quella vecchia a meno che non si presentino motivi molto validi per cambiarla. Nel caso ci fossero e volessi sfruttare la migrazione del sito per applicare questa variazione, devi avere bene in mente che Google potrebbe identificarla come nuova pagina. Esegui questa modifica più avanti! Altrimenti non potrai capire con precisione se un eventuale perdita del traffico è data dalla migrazione del sito oppure dalla nuova struttura dei link.

Un altro motivo per mantenere la stessa architettura è che potrai permetterti di modificare il tuo file .htaccess per reindirizzare facilmente dalle tue vecchie pagine a quelle nuove.

7. Aggiorna tutti i link interni

Questo step potrebbe sembrare ovvio. So bene che andare a modificare ogni link in quello corretto può risultare noioso e inutile in quanto, nello step precedente, ti ho consigliato di modificare il tuo file .htaccess affinché ogni link vecchio possa reindirizzare a quello nuovo. Non sottovalutare l’importanza dell’operazione. Oltre al carico del server, che rallenta le prestazioni del sito, i reindirizzamenti possono smorzare il tuo PageRank.

Un modo ideale e comodo per riscrivere i collegamenti, evitando operazioni manuali e lunghe, è eseguire una ricerca e sostituzione nel database, eseguendola in modo che aggiorni il nome del dominio senza modificare la struttura del link (presumento che mantenga la stessa architettura).

8. Auto-canonicalizza tutte le nuove pagine

Verifica che la canonizzazione sul nuovo sito faccia riferimento al nuovo sito e non al vecchio. Attenzione a canonizzare il vecchio sito, potrebbe causare problemi nell’indicizzazione del nuovo sito.

Ti raccomando di auto-canonicalizzare tutte le tue pagine sul nuovo sito (eccetto, ovviamente, per le pagine che dovrebbero canonicalizzare su un’altra pagina). Insieme ai reindirizzamenti, indica ai motori di ricerca che il nuovo sito sarà l’originale del vecchio sito.

9. Risolvi i problemi conseguenti ai contenuti duplicati

Vari errori durante il processo di migrazione possono causare problemi di contenuto duplicati. Ad esempio:

  • Nel caso venissero pubblicate versioni multiple di un URL, Google lo vedrà come contenuto duplicato che andrà a infierire negativamente sul posizionamento di determinate pagine. Se l’auto-canonicalizzazione viene eseguita nel modo giusto, questo dovrebbe risolvere il problema, tuttavia consiglio sempre di impostare il reindirizzamento modificando il file .htaccess in modo che sia accessibile solo una versione della pagina. Assicurarati che i collegamenti siano coerenti per evitare reindirizzamenti da collegamenti interni.
  • Gli indirizzi IP devono reindirizzare agli URL.
  • Cerca le cartelle che portano al medesimo contenuto, in particolare le cartelle predefinite.
  • Verifica che sia utilizzato solo HTTPS o HTTP e che sia accessibile solo la versione con il www o senza il www del sito.

10. Esegui un controllo e indirizza le pagine rimosse

In qualche step precedente ho sconsigliato di modificare la struttura del sito web rimuovendo o modificando link di pagine. Se è un’operazione che deve assolutamente essere eseguita, procedi come segue:

  • Identifica e realizza una lista di tutte le pagine.
  • Non reindirizzare le vecchie pagine al nuovo sito.
  • Rimuovi tutti i collegamenti da queste pagine.
  • Rimuovi le pagine dal vecchio sito e consenti loro di reindirizzare a 404.
  • Se esiste una sostituzione adeguata per la pagina, impostare un reindirizzamento e modificare tutti i collegamenti in modo che punti alla suddetta pagina. Dovresti farlo solo se la pagina di sostituzione ha lo stesso scopo della vecchia pagina, quindi solamente se ha effettivamente un senso portare il visitatore a visitare quest’ultima.
  • Non reindirizzare le pagine rimosse alla pagina iniziale. Se non è presente una pagina che possa sostituire quella rimossa, falla diventare una pagina 404, ovvero pagina non trovata.

Nel caso lasciassi qualche pagina 404, assicurati che sia ben strutturata e curata affinché possa guidare il visitatore ad altre pagine del tuo sito.

11. Gestisci la sitemap

sitemap

Mantenendo la tua vecchia sitemap nella Search Console di Google, segnala anche quella nuova. Richiedi di eseguire una scansione della vecchia, così da poter far rilevare tutti i reindirizzamenti e accelerare il processo di identificazione della migrazione a Google.

12. Installa nuovamente Google Analytics

Prima di rendere il sito visibile al pubblico, attiva Google Analytics sul nuovo dominio per evitare di avere mancanze di dati nella fase di monitoraggio delle variazioni del traffico dopo la migrazione.

13. Mantieni il ruolo di proprietario del vecchio dominio

Ti sconsiglio vivamente di lasciare in mano di altre persone il controllo del vecchio dominio, a meno che lo scopo della migrazione fosse proprio quello di venderlo.

Come detto in precedenza, il vecchio dominio ti servirà a reindirizzare il traffico su quello nuovo. Lasciando in mano ad altre persone la gestione del vecchio dominio perderesti tutte le visite provenienti dal vecchio, perdendo così anche qualche cliente!

Sebbene la speranza sia quella che Google smetta di indicizzare il vecchio dominio e inizi ad indicizzare quello nuovo, perderesti molte persone che arrivano tramite link esterni di siti web di terzi, o persone che non dispongono ancora del vecchio sito web.

14. Configura correttamente il nuovo dominio su Google Search Console

Come detto in precedenza, dopo la migrazione, non solo dovrai effettuare un’attività di monitoraggio del traffico su Google Analytics per capire se effettivamente Google ha identificato il nuovo sito web come originale, ma dovrai anche creare una nuova proprietà su Google Search Console configurando il nuovo dominio. Tieni conto di ciò che ho detto negli step precedenti, una versione tra HTTP o HTTPS, e una tra www o non www.

Invia le sitemap del vecchio e del nuovo sito per segnalare a Google redirect e nuovo dominio, e utilizza “recupera come Google” per inviare il tuo nuovo sito da indicizzare. È uno step di fondamentale importanza, motivo per cui devi esser certo che tutti i reindirizzamenti, canonicalizzazioni e collegamenti non presentino errori prima di eseguire queste operazioni.

15. Aggiorna tutti i link e attività esterne

collegamenti pagine

Nel caso prima della migrazione del tuo sito web avessi campagne PPC attive, links da altri siti autorevoli o da profili social, o attività che ti linkano in questo genere… ricorda di segnalare loro il nuovo link!

16. Gli ultimi controlli

Oltre al monitoraggio di Google Analytics e alla configurazione di Google Search Console, voglio dedicare un altro capitolo per ricordarti l’importanza del monitoraggio delle pagine indicizzate (se dopo un mese non raggiungi le stesse, o quasi, pagine indicizzate del vecchio sito web qualcosa è andato storto!), dei links corretti (quindi che non portino ad errori 404, 301, 501 o altri numeri simili 4xx o 3xx), scansiona i tuoi vecchi URL.

Conclusione

Se il trasferimento di un sito web viene eseguito tralasciando questi aspetti fondamentali della SEO, sono quasi sicuro che il risultato è una perdita del traffico e del posizionamento sui motori di ricerca, e di conseguenza un calo di visibilità enorme. Se segui correttamente questa guida, nel 90% dei casi non perderai traffico e Google, come gli altri motori di ricerca, identificheranno correttamente la tua migrazione nel nuovo sito web. Tuttavia, se non bazzichi in questo settore e non comprendi a pieno alcuni degli step, ti consiglio di affidarti ad un esperto che esegua questi passaggi per conto tuo.

Simone Bocchetta

Ciao! Sono un giovane freelance che ha fatto della sua passione un lavoro. Mi occupo di web marketing e realizzazioni siti web. Non trascuro mai l’informazione e lo studio, fondamentale per rimanere aggiornato nel mio settore il quale è in continua evoluzione.

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