5 consigli seo per rendere efficace la strategia

5 consigli SEO (fondamentali) per aumentare i risultati

Da un’analisi svolta per conto di un cliente che ha sempre praticato autonomamente operazioni SEO, è sorto un problema collocato nelle basi fondamentali di questo genere di attività.

Il suo lavoro di ottimizzazione SEO è sempre stato affine e ben svolto. Qualche esempio delle sue operazioni:

  • ha prodotto ottimi contenuti di qualità nel suo blog soddisfando i requisiti richiesti dai fattori SEO on-page, con argomenti basati sulle query più ricercate dal target di riferimento e sulle esigenze più popolari trovate nei siti di domanda e risposta;
  • ha creato, gestito e monitorato campagne di link building e guest blogging in maniera ottimale;
  • ha sfruttato il social sharing per rendere ancora più visibili i contenuti pubblicati nella sezione del blog del suo sito web, condividendoli con il suo pubblico.

Nonostante tutto, i risultati da lui ottenuti (su lungo termine) non sono stati quelli che si è posto come obiettivi.

Un lavoro ben svolto porta sempre i suoi frutti, ma spesso è possibile aumentarne l’efficacia scendendo alle fondamenta della SEO. Vediamo insieme 5 consigli SEO per aumentare i risultati ottenuti.

5 consigli SEO per aumentare l’efficacia di ottimizzazione

Il Natale sta arrivando, qual miglior momento per togliere le ragnatele nel tuo sito web e dare un senso ai tuoi sforzi di ottimizzazione SEO, effettuando un’attenta pulizia?

Esistono delle basi, spesso erroneamente tralasciate, che sono altrettanto importanti quanto lo sviluppo dei contenuti e la creazione di una campagna di link building. Alcune di queste ricadono sul lato tecnico e possono essere più difficili, ma nulla di impossibile.

Si tende spesso a rimandare la soluzione di tutti questi compiti, o ancora peggio ad ignorarla, fino a quando questi non causano un grave problema.

Se sei fortunato stai leggendo questo articolo prima che sorgano questi problemi, e puoi prevenirli occupandoti di effettuare un check sul sito web di tua proprietà per analizzare che le seguenti fondamenta siano correttamente sfruttate.

Tutti questi consigli aumenteranno l’efficacia del tuo lavoro di ottimizzazione SEO, compresi lo sviluppo dei contenuti e la gestione dei backlinks.

Eliminare i link rotti (o broken links)

Col passare del tempo, molte pagine di siti web o addirittura siti web interi potrebbero non essere più raggiungibili. Alcune delle cause possibili sono:

  • la pagina viene cancellata;
  • alla pagina viene cambiato lo slug senza effettuare un reindirizzamento dalla precedente;
  • il dominio non viene più rinnovato;
  • il dominio viene cambiato a causa, per esempio, di un re-branding o di una acquisizione, senza effettuare un reindirizzamento dalla precedente;
  • la proprietà del sito web/dominio cambia;
  • il dominio viene acquistato per utilizzare tattiche di SEO black-hat.

Le ragioni sono innumerevoli, ma il vero problema sorge quando i precedenti proprietari non spendono del tempo per avvisare del cambiamento a tutti coloro che hanno un link in uscita dal proprio sito, collegato alla pagina in questione.

Questo comporta che tutti i link in uscita che un tempo puntavano ad una risorsa preziosa e affine all’argomento della pagina di partenza, restituiranno una pagina di errore 404 o, nel peggiore dei casi, una pagina completamente irrilevante e di pessima qualità.

È un problema a cui dedicarci del tempo per eseguire dei controlli: tutto questo può influire negativamente sul posizionamento organico del tuo sito web, danneggiando tutti gli sforzi che quotidianamente effetti in ottica di ottimizzazione SEO.

Il motivo principale è che inavvertitamente ci si può trovare collegato a siti web di pessima page authority. Questo tipo di collegamento in uscita sono visti con occhio negativo dai motori di ricerca che, come dicevo dove spiego cosa sono i backlinks, fanno il loro meglio per offrire solo contenuti di qualità a chi li utilizza.

Il problema può sorgere anche quando i link in uscita, come già detto, puntano ad una pagina di errore 404 ossia inesistente: si formerà un’user experience scadente, e i motori di ricerca vogliono che i collegamenti restituiscano pagine di qualità e pertinenti, senza passaggi multipli.

La soluzione puoi trovarla in Screaming Frog: questo tool ti permetterà di analizzare tutti i link in uscita dal tuo sito web, correggendo ognuno di essi in modo che siano conformi ai requisiti richiesti dai motori di ricerca.

Aggiornare le meta-description

Sebbene le meta-description presenti negli snippet dei risultati della SERP dei motori di ricerca non influiscano direttamente sul posizionamento, è risaputo che possano avere un effetto determinante sul tasso di clic dalla ricerca organica. Un tragico errore che ne riguarda è quello di non prestare attenzione al loro aggiornamento, dopo averne impostata una per ogni pagina.

Ho recentemente parlato di come aggiornare un articolo di blog, un’utilissima guida che può valere anche per i contenuti di una normalissima pagina di un sito web. Questa è un’attività molto importante da tenere conto per fornire agli utenti degli spunti sempre aggiornati e di qualità.

Nel caso tenessi conto di questa pratica, ti renderai conto che la meta-description inserita al momento della prima pubblicazione di un determinato contenuto, potrebbe non essere più l’ideale dopo una serie di aggiornamenti apportati col tempo, ma deve essere aggiornata con nuove informazioni e nuovi spunti che catturino l’attenzione dell’utente.

Affinché le meta-description detengano sempre la massima efficacia anche nei casi in cui il contenuto della pagina rimane invariato, è necessario rimanere aggiornati sulle modifiche dell’algoritmo e del comportamento dei motori di ricerca.

Un’esempio recente: nel dicembre 2017, Google ha aumentato la lunghezza massima dei caratteri visibili nella meta-description da 160 a 320 caratteri. Sarebbe un vero peccato non sfruttare questo aggiornamento, aggiungendo informazioni utili e accattivanti al fine di migliorare la percentuale di clic.

La soluzione è molto semplice: tieni frequentemente aggiornate le meta-tag, specialmente le meta-description, di tutte le tue pagine. Scrivi una descrizione accattivante sfruttando i 320 caratteri e inserendo la parola chiave principale in modo naturale.

Sviluppare una versione responsive efficiente

Possedere una versione responsive del proprio sito web, al momento, non è un fattore di posizionamento per la ricerca da desktop. In compenso, è un fattore determinante per quanto riguarda le ricerche effettuate da mobile, che costituiscono oggi una percentuale di maggioranza rispetto al traffico di ricerca totale.

Oltre a fornire vantaggi per quanto riguarda il posizionamento negli indici delle ricerche effettuate da uno smartphone, il design responsive è di fondamentale aiuto anche nei confronti dell’utente, al quale migliorerai l’esperienza di navigazione. Il suo valore, quindi, va ben oltre la SEO.

Attualmente Google, il quale consiglia come modello di progettazione proprio il design responsive, tiene separati gli indici mobile da quelli desktop. I due motivi principali di questa distinzione sono i seguenti:

  • per offrire un’esperienza migliore all’utente, in base al dispositivo da cui effettuano la ricerca;
  • per trarre conclusioni specifiche e dettagliate sulle differenze di utilizzo e di comportamento tra i vari dispositivi.

Il mio pensiero è che, quando avranno concluso i loro studi e avranno portato tutti i proprietari di siti web ad adottare un design responsive, torneranno al solito unico indice il quale trovo molto più efficiente. Questa mio opinione mi porta a pensare che diventerà un fattore determinante anche per la ricerca desktop.

Il Test di ottimizzazione mobile sviluppato da Google è un buon punto di partenza, ma non potrà mai essere la risposta definitiva. Oltre a testare il tuo sito web mediante questo strumento gratuito, il mio consiglio è quello di testare personalmente l’user experience responsive, da più dispositivi.

Utilizzando Google Analytics è possibile ottenere importanti dati quantificabili, come ad esempio qual è la percentuale di persone che visitano il tuo sito web da mobile e quanti da desktop.

Un’altra delle innumerevoli funzioni, molto utile in questo contesto, è quella di poter monitorare il comportamento degli utenti filtrandolo per dispositivo utilizzato: la frequenza di rimbalzo, il percorso di navigazione, eccetera. Cosa che, lo strumento offerto da Google, non può fare.

Solo in questo modo capirai se la versione responsive detiene qualche errore di fondo, e correggerlo.

La soluzione è quella di sviluppare una versione responsive del proprio sito web, se ancora non se ne dispone, ed effettuare un test iniziale con lo strumento sopracitato e un test sostanzioso in maniera manuale.

Ottimizzare i link interni

Proprio come i backlink esterni, anche i link interni al tuo sito web possono influire positivamente sul posizionamento nei motori di ricerca. È chiaro che non abbiano la stessa influenza, ma anche creare collegamenti interni è di ottimo aiuto.

Se fai già utilizzo di quest’attività, è bene effettuare frequentemente un controllo sui collegamenti inseriti in articoli di vecchia data (e non). Il motivo è evidente: è frequente che qualche vecchio (e non) contenuto del tuo sito web vada perso, cancellato o modificato.

Quando capita, di conseguenza, alcuni dei collegamenti interni finiscono per puntare a pagine mancanti o irrilevanti, allo stesso modo dei link in uscita di cui ti ho parlato prima.

Le conseguenze non saranno gravi al livello dei link in uscita non pertinenti o inesistenti, ma può anche in questo caso causare problemi significativi sia nei confronti dei motori di ricerca, sia nei confronti dei visitatori.

Anche in questo caso, i motori di ricerca richiedono che i collegamenti interni puntino ad una pagina pertinente, senza passaggi multipli come i redirect.

La soluzione è, rispetto a quella dei link in uscita, molto semplice (proporzionato alla dimensione del tuo web e al numero dei collegamenti interni, ovviamente): proprio come ti ho spiegato prima, grazie a Screaming Frog potrai scansionare i link interni del tuo dominio e assicurarti che tutti siano corretti.

Velocizzare il sito web

Il lento caricamento di un sito web, specialmente su dispositivi mobile, è un grosso e frequente problema. Come annunciato da Google stesso, la velocità di caricamento di una pagina diventerà un fattore di ranking nella ricerca mobile a partire dal Luglio del 2018.

Nonostante questo annuncio sappiamo bene che, seppur indirettamente, la velocità già adesso influisce sul posizionamento nei motori di ricerca. Dal momento che l’esperienza di navigazione dell’utente è un fattore di ranking, anche il caricamento fa la sua parte: quante volte ti è capitato di uscire da un sito web perché troppo lento a rispondere?

In breve, dal luglio 2018 sarà ancora più fondamentale risolvere i problemi di velocità del proprio sito web.

Un errore che, al giorno d’oggi, viene commesso sempre più frequentemente è quello di non affidarsi a professionisti del settore per farsi sviluppare un sito web ben codificato. La soluzione più utilizzata da tutti (sebbene si rivelerà un’arma a doppio taglio) è quella di installare un WordPress, caricare un tema, e selezionare un lungo elenco di plug-in al fine di raggiungere l’obiettivo finale.

Come accennavo nel precedente paragrafo, questa soluzione è una vera e propria arma a doppio taglio: i fogli di stile CSS e i file JavaScript caricati da ogni plug-in aggiungono richieste HTTP non necessarie. Il risultato? Un numero elevato di richieste HTTP proporzionato al numero di plug-in installati, con conseguente lento caricamento del sito web.

Di certo queste numerose richieste HTTP e un numero elevato di megabyte da caricare porteranno ad avere l’aspetto e le funzionalità poste come obiettivi, ma il caricamento sarà estremamente lento.

Dicendo questo non sto puntando il dito contro WordPress, assolutamente. Sono il primo ad utilizzarlo, per me e per i miei clienti.

Quello che sto cercando di farti capire è che è sempre meglio affidarsi ad un professionista del settore competente, che parta da una base pulita e aggiunga le funzionalità richieste in modo adeguato.

Sebbene realizzare un sito in WordPress sia estremamente facile, realizzarlo che sia veloce non lo è affatto.

La soluzione è:

  • ridurre le chiamate HTTP
  • unire file CSS e JavaScript;
  • ottimizzare le risorse multimediali;
  • utilizzare cache, minification e CDN quando possibile.

Queste operazioni possono essere complicate e soprattutto molto tecniche. Sperimenta in un ambiente di test o lascia questo compito in mano di un esperto, perché alcune delle prove potrebbero “rompere” il tuo sito web.

Conclusione

In questo articolo abbiamo visto come, se non si svolgono alcuni compiti fondamentali che stanno al principio dell’ottimizzazione SEO, gli sforzi che si fanno quotidianamente possano non essere ripagati come dovrebbero.

Ho cercato, inoltre, di farti capire l’importanza di rimanere aggiornato sulle novità dell’algoritmo e del comportamento dei motori di ricerca: non farlo potrebbe essere fatale per il posizionamento organico del tuo sito web.

Se hai bisogno di informazioni, non esitare a contattarmi all’email [email protected]!

Adesso tocca a te, raccontaci la tua esperienza e fammi sapere cosa ne pensi di questo articolo, mediante il form che trovi qui sotto. Non dimenticarti di condividere l’articolo sui social network, se ti è piaciuto!

Simone Bocchetta

Ciao! Sono un giovane freelance che ha fatto della sua passione un lavoro. Mi occupo di web marketing e realizzazioni siti web. Non trascuro mai l’informazione e lo studio, fondamentale per rimanere aggiornato nel mio settore il quale è in continua evoluzione.

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